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G come Gelosia

gen 8, 2014   //   by Ines Desideri   //   Blog, Parole nel tempo  //  46 Comments

Raccolgo l’invito della nostra padrona di casa e mi metto a pensare alla lettera G e immediatamente fa capolino una parola ormai dimenticata, che si presenta di propria iniziativa: gelosie.

Ve le ricordate?

C’è ancora qualcuno che a casa non ha ante, tapparelle od altre chiusure ma ha alle finestre delle gelosie?

Al.Pi

F come Fiducia

dic 23, 2013   //   by Ines Desideri   //   Blog, Parole nel tempo  //  32 Comments

“Il sostegno su cui poggia quella fermezza e costanza che cerchiamo nell’amicizia è la fiducia. Niente è stabile di ciò che è infido. Inoltre conviene scegliere un amico sincero, gentile e affine, cioè che sia mosso dai nostri stessi sentimenti: tutte cose che hanno attinenza con la fiducia. Non può essere fidata, infatti, un’indole ambigua e tortuosa né, di certo, può essere fidato e costante chi non è mosso dai medesimi sentimenti e non è affine per natura.”
(M.T. Cicerone, “L’amicizia”)

Amici carissimi,
con questa riflessione auguro a tutti buone Feste.
Vi giunga come segno della gratitudine e della stima che nutro per ognuno di voi.
Un abbraccio
Ines

E come Educazione. E anche…

dic 12, 2013   //   by Ines Desideri   //   Blog, Parole nel tempo  //  17 Comments

Cara Ines,
E come EDUCAZIONE: è più che legittimo, da parte tua, reclamare come un dovere di tutti (e una forma di rispetto nei tuoi confronti, aggiungo io) l’Esercizio delle buone maniere.
Ricambio il tuo “dispetto” proponendo un altro aforisma, scritto da Nicolas Gomez Davila, uno scrittore-filosofo-aforista nato a Bogotà nel 1913 e morto nel 1994. Ho ricavato queste informazioni da Wikipedia perché non nascondo che ignoravo l’esistenza di Davila (per “I come… Ignoranza” sono preparatissimo).
“Educare l’uomo è impedirgli la libera espressione della sua personalità“: alzi la mano chi approva questa affermazione.

E come Elargire doni a Natale: non c’è crisi che tenga, a Natale si diventa tutti “più buoni” e spunta l’altra mano anche agli avari, agli indolenti, agli Egoisti e agli insensibili.
Quanti doni vengono elargiti “con piacere” e quanti “per obbligo”? Quale obbligo? Disobbligarsi: una parola che sarebbe stata bene nella D, però si presenta adesso che si avvicina il Natale.

E come E-commerce, E-learning, E-mail (o Email?), E-book: qui l’inglese fa la parte del leone e non mi sembra il caso di demonizzarlo. Vogliamo parlare piuttosto di questi nuovi sistemi di commercio, di apprendimento, di comunicazione e di lettura; in particolare di quanto influiscono sulle dinamiche sociali?

E come Eleganza nell’Esporre le proprie opinioni, grazie a tutta la bella compagnia del blog.

Cari saluti a tutti
Roberto

D come Duello?!

nov 27, 2013   //   by Ines Desideri   //   Blog, Parole nel tempo  //  23 Comments

Non può essere andata che così, cari amici.
Mi sembra di vederla, la G che se ne stava pigramente distesa a pancia in su, sollevarsi imponente e sfidare a duello la I e la D, per difendere la propria identità e il posto che occupa da tre anni nel sito.
Un duello, già: non mi spiego altrimenti l’improvvisa interruzione del servizio, avvenuta nella notte tra sabato e domenica. A meno che non si creda nei poteri della macumba. ;-)
Grazie al tempestivo intervento del “geniaccio” i duellanti hanno deposto le armi e il servizio è stato ripristinato.
“Tutto è bene quello che finisce bene”, secondo Shakespeare, ma mica tanto: se negli ultimi giorni avete inviato commenti senza averli prima salvati, non sono giunti a destinazione e non è possibile recuperarli, amici.
Mi dispiace e vi prego di scusarci.

Ah, quando gli uomini si sfidavano a duello per la Donna amata…
Ah, che voglia di sfidare a duello quel ‘galantuomo’ di Oscar Wilde…
Senza fretta: prima la Capinera di Verga, della quale parlerò qui perché è innanzitutto una Donna cui è stato negato il Diritto di scegliere.

A tutti voi, amici, buona giornata.
Ines

C come Curiosità

nov 11, 2013   //   by Ines Desideri   //   Blog, Parole nel tempo  //  25 Comments

Gentile Signora,
nei Suoi commenti è spesso presente il vocabolo curiosità, derivante dal latino curiosus e, ancor prima, da cura come interesse verso la ricerca, la scoperta e la conoscenza, che sono alla base di ogni conquista umana e di tutto il sapere.
Una citazione di Albert Einstein sulla Curiosità e sulla Conoscenza:
“La cosa importante è non smettere di porre delle domande. La curiosità ha le sue proprie ragioni per esistere. Uno non può fare altro che restare sgomento quando contempla i misteri dell’eternità, della vita, della meravigliosa struttura della realtà. E’ sufficiente cercare solo semplicemente di capire un po’ di questo mistero ogni giorno. Mai perdere il gusto di una sacra curiosità.”

Distinti saluti
Massimo Del Vecchio

B come Bianco e… come Bellezza

ott 26, 2013   //   by Ines Desideri   //   Blog, Parole nel tempo  //  30 Comments

B come… Bianco

Quel foglio bianco che hai davanti e che vorresti riempire con i tuoi pensieri, ma le parole non vengono, non sai come far vivere le tue idee e quella pagina rimane bianca, ostinatamente vuota…
Buon fine settimana a tutti

Fernanda

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B come “Bellezza”

E qui riprendiamo un antico concetto, trito e ritrito, ma per questo non meno valido: la bellezza sta negli occhi di chi guarda.

La bellezza non è oggettiva, ma soggettiva. Quella che definiamo bellezza oggettiva è solo qualcosa che piace a tantissime persone, fino alla quasi totalità dei viventi, ma rimane pur sempre soggettiva.

Mi piace l’arte classica, ma apprezzo Rouault, Mondrian, Klee, ecc. E’ solo il mio gusto personale, niente di più.

Mi piacciono i lupi, trovo simpatici i rospi, lascio perplesse le mie figlie quando spiego ai nipoti la bellezza di uno scorpione, di una mantide religiosa o di una epeira crociata. Per cui faccio il possibile per non stupirmi quando un entomologo dilettante mi vanta la bellezza delle cimici dei boschi: “ma guarda queste foto che ho fatto ad uno stadio giovanile, sono lunghe 2 mm ma guarda che colori, che fantasia”.

Parlando invece della bellezza più decantata, quella muliebre, come non trovare dell’ipocrisia nei concorsi di Miss Pinco Pallino, in cui si pretende di valutare simpatia, spigliatezza, intelligenza, cultura, ecc. delle candidate?
Un concorso di bellezza è solo un concorso di bellezza, vita virtuale.

Nella vita vera delle donne e degli uomini si misura la personalità nella sua globalità, compreso l’aspetto fisico, in funzione della nostra, soggettiva, maniera di ragionare.

Al.Pi

A come Ars oratoria

ott 15, 2013   //   by Ines Desideri   //   Blog, Parole nel tempo  //  19 Comments

Per il sig. Sostegni.
Secondo il mio punto di vista, contrariamente a ciò che oggi ci si potrebbe aspettare in una società nella quale l’informazione è lanciata a gran velocità e dispone di mezzi inimmaginabili fino a pochi decenni fa, la cosiddetta ars oratoria, come la spiegava e praticava Cicerone (e non solo Cicerone), è basata sulla quantità delle orazioni più che sulla qualità degli oratori.
Siamo sottoposti a un incessante bombardamento di slogan, di informazioni e di commenti che pregiudicano sia la forma che i contenuti.

Nell’antichità la ars oratoria era un requisito di fondamentale importanza per gli uomini che ricoprivano cariche pubbliche nella società.
“Un oratore perfetto e degno di un nome così illustre è solo colui che saprà parlare con cognizione di causa”, scriveva Cicerone.
Oggi, indipendentemente dalla carica che ricoprono, i politici sono convinti di avere la facoltà di esporre il loro pensiero in qualunque modo venga spontaneo, a partire dal linguaggio, che risulta essere eccessivamente burocratico e per questo incomprensibile all’elettorato comune oppure, al contrario, troppo popolare e perciò sconsiderato, quando non diventa denigratorio nei riguardi delle fazioni politiche opposte.
Tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi esempi di malapolitica e forse da questo deriva la disaffezione da parte dell’elettorato, della quale lei scrive.

Penso che tutti ricordiamo il film Giulio Cesare tratto dall’opera omonima di Shakespeare. Il discorso tenuto da un superbo Marlon Brando nei panni di Marco Antonio è un esempio eccellente dell’uso dell’arte oratoria e uno dei più illuminanti su quello che dovrebbe essere lo scopo di un discorso politico.

Cari saluti a tutti
Roberto

Vezzi e vizi

set 25, 2013   //   by Ines Desideri   //   Blog, Parole nel tempo  //  18 Comments

Basta, cari amici, ho voglia di parlarne.
Dei braccialetti portafortuna, intendo: un vezzo prevalentemente femminile fino a qualche anno fa e oggi apprezzato anche dai maschietti.
Quest’estate, tornando dalla Sardegna, mi è capitato di vederne di tutti i colori, di braccialetti portafortuna, ai polsi degli uomini.
Perché, secondo voi? Cosa vogliono esprimere o raccontare?

Dai vezzi ai vizi linguistici.
Alcuni mesi fa, il nostro Luigi manifestò la propria avversione per le espressioni assolutamente sì e assolutamente no, avversione che… assolutamente;-) – condivido , per le ragioni che Luigi stesso espose.
E cosa dire dell’impallinamento di ciao alla fine di alcune conversazioni telefoniche? Non uno o due ciao, ma una sfilza: ripetuti cinque, sei, anche sette volte, a raffica, talvolta fino ad esaurimento scorte… di ossigeno.

Vi aspetto, cari amici, per commentare insieme questi ed altri vezzi e vizi.
A tutti voi una serena giornata
Ines

Per una volta

set 9, 2013   //   by Ines Desideri   //   Blog, Parole nel tempo  //  27 Comments

Per una volta guardami attentamente e se noterai un velo di tristezza sul mio viso domandami perché sono triste, prima di parlarmi delle tue amarezze.

Per una volta chiedimi come sto, prima di dirmi come stai.

Per una volta non domandare a me perché mi faccio viva sempre più di rado o quasi mai, ma domandalo a te stesso.

Per una volta impegnati ad ascoltarmi, senza pretendere da me lo stesso impegno.

Ascoltami, per una volta.

Ines

Il silenzio, questo sconosciuto

lug 2, 2013   //   by Ines Desideri   //   Blog, Parole nel tempo  //  26 Comments

Che colpa abbiamo, io e voi, se il silenzio, per sé, è vuoto? Vuoto, caro mio. E voi lo riempite del senso vostro; e io nell’accoglierlo, inevitabilmente, lo riempio del senso mio. Abbiamo creduto d’intenderci, non ci siamo intesi affatto!

Amici carissimi,
la nostra avventura nel mondo delle parole è iniziata, poco meno di un anno fa, con un brano tratto da Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello.
Noterete che ho apportato una lieve modifica a quel brano: anche il silenzio – questo sconosciuto, oggi molto più che nel passato – può essere riempito di un senso, diverso da persona a persona.
Anche il silenzio – a mio avviso – è un linguaggio, da custodire e da difendere quanto le parole.
E da condividere amichevolmente, come abbiamo condiviso le parole.

Finora abbiamo trattato insieme 60 temi e lasciato circa 1500 commenti, mi informa il sito di amministrazione.
Sono sicura che comprenderete il mio bisogno di fermarmi un po’, per riflettere, per ascoltare meglio me stessa e per riuscire – spero – ad ascoltare meglio gli altri.
Naturalmente potrete continuare a lasciare i vostri commenti: saranno graditi, come sempre.

Grazie, amici. A tutti voi buona estate, un abbraccio ideale e un :-)
Ines

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