Browsing articles in "Attualità"

Trattoria romana

feb 2, 2012   //   by Ines Desideri   //   Attualità, Blog  //  33 Comments
Si vòi magnà la pasta genuina,
tirata a mano co’ lo stennarello
da ‘na nonnetta vispa che cucina
e ‘ntanto canta pure ‘no stornello,

nun te consijo certo er ristorante:
te tòcca annà armato de binocolo
pe’ vedè le du’ penne ch’er birbante
te serve co’ ‘na crema de carciofolo.

Fatte ‘n ber giro pe’ ‘sti vicoletti
de Roma bella che te rubba er còre
e pe’ gustatte ‘n piatto de spaghetti
‘na trattoria t’aspetta ch’è ‘n amore.

‘N primo de fettuccine paja e fieno
o i bucatini, come no, all’amatriciana,
poi pe’ leccatte ii baffi quantomeno
magnete i sartimbocca alla romana.

Si vòi spaghetti so’ alla carbonara
o cacio e pepe. Diceva nonna mia:
“Magnete ‘n po’ de coda a’a vaccinara,
e appresso du’ carciofi alla giudia.”

La trippa co’ la menta e er pecorino,
l’abbacchio a scottadito e la cicoria,
le puntarelle e ‘n bòn bicchier de vino
de li Castelli, poi pronto a fà bardoria!

(“Trattoria romana” di Ines Desideri)

Foto scattata da Ines Desideri in Via Merulana a Roma – novembre 2011

Buone Feste

dic 24, 2011   //   by Ines Desideri   //   Attualità  //  No Comments

Care amiche e cari amici,

per augurare a tutti voi serenità e pace per le Festività e per il Nuovo Anno ho scelto una frase di John Ruskin.

“Non siamo stati mandati in questo mondo per fare qualcosa in cui non possiamo mettere il nostro cuore”.

Con affetto

Ines

A voi la parola

ott 31, 2011   //   by Ines Desideri   //   Attualità  //  38 Comments

Come già anticipato, potrete utilizzare questo spazio per proporre temi sui quali discutere insieme e confrontarci. Vi aspetto, cari amici.

“Pigliate ‘na pastiglia…

ott 10, 2011   //   by Ines Desideri   //   Attualità, Blog  //  13 Comments

…e siente a mme”, cantava Renato Carosone.

Un gruppo di neuroscienziati del Queensland Brain Institute di Santa Lucia (Australia) ha individuato una molecola (chiamata mir-128b) che agisce sul gene responsabile della memoria di eventi dolorosi.
Questo significa che in futuro potrebbe bastare una … pastiglia per cancellare i ricordi spiacevoli della vita e, con essi, i disturbi da stress post-traumatico.
Qual è la vostra opinione in proposito, cari amici?

Cari amici vi scrivo …

ago 1, 2011   //   by Ines Desideri   //   Attualità, Blog  //  19 Comments

perché vorrei trattare con voi un tema che ho sempre considerato importante e per il quale sono pronta a vender cara la pelle (tanto per dire: non prendetela alla lettera, vi prego!): l’amicizia.

Di proverbi, modi di dire e aforismi  sull’amicizia ce ne sono a bizzeffe, dall’ormai inflazionato “Chi trova un amico trova un tesoro” al simpatico “Gli amici sono come gli ombrelli: quando ti servono non li trovi mai”, soltanto per citare due esempi.

Potremmo partire proprio dai detti che riguardano questo argomento: quale, tra i tanti che conoscete (oppure che potrete trovare su Internet), vi somiglia di più, nel senso che meglio corrisponde alla vostra idea dell’amicizia?

Potremmo confrontarci sull’ultima battuta che ho lasciato – un po’ provocatoriamente, lo ammetto – ne L’angolo del buonumore

Potremmo parlare di una bella amicizia nata oppure conclusasi; di quali caratteristiche non possono mancare a una persona perché la consideriamo amica; di tutte quelle volte in cui avremmo voluto prendere a pugni un amico perché …; di quella volta che …

Potremmo dedicare una frase, un pensiero – dei versi! E perché no?  - a un caro amico, a una cara amica. Potremmo …

Ho l’imbarazzo della scelta, lo confesso.

Vi lascio volentieri lo spazio e la parola. Ma non dimenticate: sono pronta a vender cara la pelle. Sia per un amico sia per il tema. ;-)

L’angolo del buonumore

giu 20, 2011   //   by Ines Desideri   //   Attualità, Blog  //  13 Comments

Cari amici,

mi affido alla saggezza di uno dei tanti proverbi della nostra tradizione per introdurre L’angolo del buonumore.

“Il troppo stroppia”: è vero, ne sono convinta e potrei farne il mio … secondo motto ( il primo potrete trovarlo in Curiosando su di me).

Tra le due versioni esistenti di questo modo di dire – “Il troppo stroppia” e “Il troppo storpia” – ho scelto la prima perché rende benissimo l’idea, secondo me,  di come l’eccesso si traduca in una storpiatura: il ripetersi delle stesse lettere – tipico dell’allitterazione – fa di questo proverbio un vero scioglilingua.

Il “troppo scherzoso, troppo leggero, troppo scanzonato” stroppia; ma anche il “troppo serio, troppo impegnato, troppo ingessato” (come piace dire a me) stroppia.

Chi mi conosce sa che a me piace alternare, quando è possibile, momenti di riflessione e di approfondimento a momenti di sana e vivace allegria.

Largo al buonumore, dunque.

Inizio io, con uno strafalcione trovato su Internet e da me commentato.

“Mi sono fatto un leasing facciale”.

Ci scommetterei che la frase appartiene a uno dei tanti politici italiani: con la faccia che si ritrovano prenderne in affitto un’altra è un ottimo escamotage per guadagnarsi i favori dell’elettorato.

A voi la … battuta, adesso. E fateci divertire! ;-)

Quando il dramma finisce in TV

mag 20, 2011   //   by Ines Desideri   //   Attualità  //  6 Comments

Cari amici,

ogni volta che un avvenimento drammatico diventa “un caso” e riempie le prime pagine dei quotidiani nazionali oppure  richiama esperti e opinionisti accreditati nei noti salotti televisivi si parla di “spettacolarizzazione del dolore”. Un’espressione di cui – a mio avviso – si abusa sempre più di frequente perché sempre meno frequentemente accade che il dolore sia consumato nell’assoluto riserbo dovuto alle persone colpite da un evento drammatico.

Non è della “spettacolarizzazione del dolore” che intendo parlare con voi, riferendomi all’efferato omicidio di cui è stata vittima Melania Rea, ma di una mia considerazione in cui riconosco un  rigore eccessivo, perché mi aiutiate a capire e, chissà, a correggere la mia posizione.

Melania è stata uccisa in modo brutale: secondo la perizia autoptica oltre 20 fendenti fino alla morte per dissanguamento e altri colpi inferti successivamente.

“Vile, tu uccidi un uomo morto” sospirò, ormai in fin di vita, il condottiero Francesco Ferrucci rivolgendosi al suo sicario Fabrizio Maramaldo. Correva l’anno 1530.

Ma veniamo alla domanda per la quale non sono riuscita a trovare una risposta: perché i familiari di Melania – persone distrutte dal più terribile dei dolori cui un essere umano possa essere destinato (la morte di una figlia, nel loro caso) – rilasciano interviste ai giornalisti?

Ines

Pagine:«12