La misura del coraggio

nov 12, 2010   //   by Ines Desideri   //   Libri  //  25 Comments

E’ il 21 giugno 1994, “una ferita che ci segnerà fino all’ultimo dei nostri  giorni”: al piccolo Luca, di appena
quattro anni, viene diagnosticato un tumore. Inizia per lui, per i suoi genitori e il fratello Marco il lungo, travagliato cammino che – tra incredulità, disperazione e speranza – li condurrà nel mondo dei piccoli “angeli” del reparto Oncologia del Bambino Gesù di  Roma.

L’opera è stata concepita come un diario e ne ha conservato la struttura narrativa, allo scopo di privilegiare l’immediatezza, l’autenticità e l’intensità comunicative con cui è nata. Il lettore si troverà coinvolto nell’evolversi degli eventi, condividendo le paure e le speranze di Ines e dei suoi cari, insieme alle vicende umane e affettive della grande famiglia del reparto Oncologia del Bambino Gesù.

La vita e la morte, la famiglia e l’amore, la lucida analisi del dolore e delle difficili prove cui l’uomo può essere sottoposto fanno de La misura del coraggio una magistrale testimonianza autobiografica che si offre come messaggio di speranza per le innumerevoli famiglie colpite dal dramma del tumore.

Pagine tratte dal libro

25 Commenti

  • Ciao Ines,

    Abbiamo letto, io e mia moglie, il tuo libro “La misura del coraggio”, e ci è piaciuto molto. Argomento doloroso da raccontare e duro da leggere, ma abbiamo apprezzato la tua abilità nel descrivere (in maniera relativamente “leggera”) gli stati d’animo e le tribolazioni materiali di una famiglia, e di una mamma in particolare, che si trova ad affrontare un nemico spietato e terribile come il tumore che colpisce un bambino.

    Un abbraccio da Bruxelles,
    Massimo

  • Cara Ines,
    dopo aver letto “La misura del coraggio” mi unisco alle espressioni di apprezzamento presenti in questo spazio, tutte meritate.
    Come ho già scritto nel blog, l’unico tema mancante nella sua testimonianza è la solitudine e credo che, oltre ai motivi lì manifestati da Luigi Girardi e da lei, incida l’unione familiare, una costante sempre interpretata come riferimento affettivo di grande rilievo.
    Nel leggere il libro ho riconosciuto la sua “impronta” interiore e per me è stato dunque come ritrovarla, ma questa volta in veste di scrittrice.

    Alcune parole sui temi più significativi che, in un abile intreccio con l’evolversi degli avvenimenti, fanno de “La misura del coraggio” non soltanto la testimonianza di un’esperienza drammatica, ma anche materia di riflessione di pregevole qualità.
    La vita è rappresentata nella molteplicità delle sue sfaccettature: i pensieri dell’infanzia, i ricordi dell’adolescenza, la spontaneità dei sogni e la ponderatezza dei progetti e delle scelte, la nostalgia di un tempo finito e irripetibile insieme alla fiducia nel futuro.
    La morte, rappresentazione onirica nelle prime pagine del libro, è vista soprattutto nella sua innaturalezza quando colpisce un bambino, ma anche come liberazione dalle sofferenze fisiche quando la medicina non è in grado di sconfiggere la malattia.
    L’amore, cui ha consegnato le pagine più belle del libro, è coniugato in ogni suo aspetto: quello genitoriale e quello filiale che attraversano tre generazioni e si uniscono ad altri affetti familiari; l’amore coniugale, forte della consapevolezza di essere l’uno conforto reciproco dell’altra; l’amore che fa di tutte le famiglie del reparto oncologia una famiglia sola; l’amore per la sua città e il suo quartiere; fino all’amore dichiarato di Luca (di una tenerezza struggente) nel suo “Ti voglio così bene, mamma, che mi spuntano tanti cuoricini rossi dagli occhi, quando penso a te”.
    Il dolore che, sebbene descritto e analizzato con sorprendente lucidità, è temperato sia dal rifiuto ad arrendersi sia dal prevalere della speranza sullo sconforto: conoscere quindi tutti i risvolti della sofferenza per non esserne soggiogati e per farne fattore di discernimento, di crescita interiore, di catarsi.
    La speranza, infine, si costituisce come il messaggio pregnante dell’intera testimonianza, soprattutto perché mentre all’inizio del libro è rivolta alla salvezza del proprio figlio, nello svolgersi della narrazione si estende alla grande famiglia del reparto, fino ad offrirsi come parola di incoraggiamento per chiunque si trovi a vivere esperienze drammatiche in bilico tra la vita e la morte.

    Grazie, cara Ines.
    Angela

  • CIao Ines, ho letto il tuo libro ed ho pianto. Per te e per me.
    Anch’io sono una madre sofferente. Mio figlio ha trent’anni e da oltre dieci è affetto da psicosi.
    Mi sento come la madre di Fabrizio, una vita in attesa della morte. Ho perso ogni speranza e vivo in un mondo che non è reale.
    Ti abbraccio: Anna

  • Preciso subito che non sono all’altezza di scrivere un commento al libro di Ines come quelli che ho letto, tutti belli e intensi.
    Ho scritto sul blog che non ho parole, perché “La misura del coraggio” mi ha commossa molto e ho sentito il bisogno di prendere tempo per evitare di cadere nel patetico.
    Tutto appunto è stato scritto da altri lettori nei loro commenti a proposito di questo libro e allora io vorrei soffermarmi sul coraggio, parola che fa parte del titolo e di cui è permeata tutta la narrazione.
    Non il coraggio di vivere un’esperienza drammatica perché – come Ines spiega a suo figlio Marco (pagina 51) – “se capitano a te non hai scelta: devi viverle e basta”, ma quello di affrontarla senza disperare, senza arrendersi e di infondere speranza e coraggio nelle persone che stanno vivendo la stessa esperienza.
    Il coraggio di mettere a nudo i propri sentimenti, gli stati d’animo, le preoccupazioni e i timori: Ines consegna ai suoi lettori uno spaccato di vita familiare molto delicato e lo fa con naturalezza e generosità, non per auto-compiacimento ma perché desidera porre la propria esperienza di madre e la loro esperienza di vita al servizio di chi soffre: “Perché chi, come noi, ha visto e vissuto si porga come messaggio di speranza”, scrive sotto la dedica ai suoi figlioli.
    Il coraggio, infine, di rivivere quei mesi in ogni loro dettaglio, dopo anni e per anni (l’esperienza risale agli anni 1994-1995 e il libro è stato completato nel 2002), in parte per rispondere a un bisogno personale, come abbiamo letto sul blog, ma soprattutto per farne un’opera che potesse contribuire ad aiutare chi ha bisogno, chi è nostro dovere non dimenticare.
    A Ines e ai suoi cari tutta la mia stima.
    Giusy

  • Cara Ines,
    finalmente sono entrata a far parte di chi ti scrive per esprimere apprezzamento riconoscenza e solidarietà per tutto quello che sai trasmettere con i tuoi meravigliosi scritti. E’ meraviglioso come sai comunicare con uno scritto semplice, chiaro e scorrevole. Sono queste qualita’ rare con le quali racconti una esperienza molto toccante della tua vita. Queste parole le scrivo con consapevolezza e un forte sentimento di affetto per TE INES DESIDERI. Sei una “GRANDE” donna
    Silvana

  • Carissima professoressa,
    ho finito proprio stanotte il libro e mi ha commosso davvero tanto … Non immaginavo affatto che avesse attraversato questo orribile percorso, le sue parole sono VERE e piene di sentimento, non possono non arrivare a chi le legge, sembra di viverle… ho preso anche ”L’Ara del Marmo” e credo diventerò una sua fan accanita (e non lo dico tanto per!!)..
    Ho spinto altre mie amiche a comprare il libro.
    Un abbraccio grande
    Stefania

    • Carissima Prof.
      Grazie di cuore a lei per aver accettato immediatamente, è stata una splendida compagnia, il tempo è proprio volato!!
      COMPLIMENTI ancora, non solo per i libri che ha scritto ma per l’umiltà che la contraddistingue!!
      Un grande abbraccio
      Stef.

  • Ho comprato ieri il libro “La misura del coraggio”. L’ho quasi terminato: è una somma di emozioni che ti travolgono.. grazie per avermi fatto vivere queste sensazioni!!
    Un abbraccio
    Stefania

  • Cara Ines,
    Ho finito ieri di leggere La misura del coraggio. Ho impiegato molto tempo a leggerlo perché non è un libro facile.
    È un libro che si è fatto leggere e rileggere per arrivare alla tua spietata analisi di te stessa. Non c’ è stato un angolo del tuo essere che tu non abbia scandagliato.
    Gioia ,dolore, ansia, speranza, disperazione, dubbio, dubbio di te, rabbia, fiducia e sfiducia. Tutta l’ altalena di sensazioni che il timore del peggio instilla.
    I generali e gli statisti scrivono memoriali sulle loro guerre, di sangue o di parole. La misura del coraggio è la tua storia di guerra. Una guerra singolare e plurale.
    Hai occupato tutti i posti, tutti i ranghi di un esercito in lotta. Sei stata generale dello stato maggiore, intendente, furiere e soldato semplice in prima linea.
    La battaglie vinte e perse sono state sofferte da uno spirito forte ma soggetto alla debolezza prodotta dal logorio quotidiano dell’ incertezza sfibrante.
    Questo è il mio omaggio a te, donna e madre. Nonostante i dubbi e la ‘Paura’ hai proseguito la battaglia ed hai raggiunto la vittoria.
    Non posso, e non voglio, pensare quanto ti sia costato. Ma il tuo premio è di gran lunga maggiore. Un altro premio è la tua meravigliosa famiglia.
    E il tuo libro ha un valore a cui certamente non hai pensato. È una guida, un manuale, una fonte di coraggio per chi ne abbisogna. Bravisssima.

    Dal mio lato personale ti assicuro che mi hai fatto molto bene. Ho potuto vedere che ciò che ho sofferto nelle agonie di mio padre e di mia madre non è privilegio solo mio.
    Le ansie, i dubbi e la speranza anche se infondata. Tutto questo, grazie a te mi è più chiaro. Rimane soltanto un pozzo profondo di rimpianto e di rimorso.
    Rimpianto per le cose che avrei potuto dire o fare e che non ho fatto o detto. E il rimorso che il rimpianto mi causa.
    Mi sembrava di star facendo il possibile; ma lo era? Si può razionalizzare scusandoci, ma il tarlo rimane e rode.
    Anche così, le tue parole, dirette a te stessa, mi hanno aiutato e sollevato.
    Ti ammiro profondamente.
    E ti ringrazio. Davvero.
    Umberto

  • Cara Ines,
    quando ho ripreso il libro in mano pensavo che leggerlo per la seconda volta sarebbe stato più semplice.
    ‘Conosco la storia e le parole non mi sono nuove’ mi sono detta, ma ho capito che i sentimenti che nascono dalla lettura di questo romanzo sono sempre nuovi, vivi, perchè tali li rende il ricordo che tu hai e che hai trasmesso di quel periodo.
    Ho provato a cogliere attraverso la tua mano il difficile cammino che Luca ha dovuto intraprendere a soli 4 anni, i suoi pensieri, le sue paure, il vostro rapporto, come tutta la famiglia l’ha sostenuto e come si è comportata al meglio per il suo bene e ti confido che non è stato per niente facile conoscere, ma non finirei mai di ringraziarti per aver dato a me e a tanti altri questa possibilità.
    Infatti anche se per noi ragazzi potrebbe essere ancora difficile immedesimarsi e capire e allo stesso modo potrebbe essere facile cadere nella superficialità, ho comunque consigliato tanto il libro ai miei coetani, perchè penso che se qualcuno ci testimonia un’esperienza di vita dovremmo farne davvero tesoro, in quanto crescendo questo insegnamento ci sarà senz’altro utile.
    Ora non mi resta che farti tanti complimenti e i migliori auguri per la buona riuscita del libro anche negli anni a venire, come senza dubbio sarà.
    Con affetto, Ivonne

  • Il romanzo di Ines è davvero molto bello. Non lo scrivo perché ho grande stima della brava scrittrice.
    Se all’inizio del libro ci fosse stata una giornata grigia o di pioggia avrei forse interrotto la lettura che il racconto della malattia di un bambino è un tema che risveglia le nostre paure. Poi grazie all’estate romana che entra in parte nel romanzo e al fatto che il romanzo non è per niente “claustrofobico” son andato avanti. E per fortuna!

  • Caro duccio, buondì.
    ……..Devo scegliere i brani del Diario da leggere martedì. Compito arduo.
    Vorrei inserire, nella scaletta…….

    Buon giorno !;-) Inès
    E quindi : L’IMBARAZZO DELLA SCELTA.
    Vai sul sicuro: apri il libro e leggi una pagina a caso; NON SBAGLI !
    duccio

  • LA MISURA DEL CORAGGIO di Ines Desideri e note a margine.

    LA MISURA del CORAGGIO, è un DIARIO di un periodo della vita in cui ogni riferimento a persone e fatti è intenzionale, autentico, nulla romanzato. I nomi sono di persone vere ed i luoghi sono quelli che la toponomastica cittadina conferma. E’ una condivisione di stati d’animo, di attese ed emozioni non create dalla scrittrice ma dettate dai giorni, dalle notti, dai risvegli; da quel fardello che può raggiungerci inatteso, etichettato: “Consegna a domicilio”.
    In qualità di amico ( parole di Ines ! ) mi permisi di proporle, “Consegna a domicilio”, come titolo definitivo del DIARIO. La lettura delle pagine, scritte a caldo, faceva proprio pensare a questo recapito ineludibile. C’è disavventura e disavventura. Ci sono quelle che sembrano inseguite, progettate. Ti alzi al mattino adempi ai dettagli quotidiani, a tratti rallenti i tempi e poi dopo, quando “il senso del tempo” che scorre ti fa “sentire” che ritardi …. acceleri e t’affanni; magari smoccolando. E si arriva lì, all’incrocio giusto al tempo giusto ( è amara ironia ! ), per impattare o per deragliare o per saltare in aria a tradimento. Poi, appunto, ci sono le altre: quelle disavventure a cui non ti prepari, non corri incontro. Attendi alle cosine variegate della vita.
    E ti scovano; recapitano, recapitano !
    E’ una “pizza”: con ingredienti a misura; senza averne il sapore. Infatti non la si è ordinata e le papille gustative non sono attivate.
    LA MISURA DEL CORAGGIO di INES, di Antonio, di Marco, di Luca, dei quattro nonni, degli zii è data esattamente, senza tara e/o sconti, da LA MISURA DELL’AMORE veicolato.
    Altri lettori ( Benassai, Sostegni, Carbonelli, ad esempio) hanno recensito in modo ammirevole il libro. A me piace aggiungere che la scrittrice regala, al lettore, affreschi di una Roma estiva colti in momenti della giornata che nessun viaggiatore andrebbe a scoprire. E sarebbero persi.
    Detto questo mi piace soffermarmi su Ines DESIDERI scrittrice: conferma le qualità di penna che, noi lettori, abbiamo scoperto, compiaciuti, nella sua opera.prima: L’ARA del MARMO.
    Piccole_GRANDI_Vanità.
    Pag. 285 – Ringraziamenti finali
    Alla Casa Editrice ….a….a……….ai miei primi tre lettori attenti e premurosi: la cara amica Maria Laura, il Professor Alessandro M. e l’amico Duccio….
    Che mi hanno sostenuto finora e – sono certa – continueranno a farlo.

    Grazie delle immeritate, eccessive, esagerate parole di ringraziamento
    Però una cosa mi conforta:
    ACCADA QUEL CHE ACCADA, CIò CHE è SCRITTO è SCRITTO….. e quello resta lì, a gioia ed orgoglio del destinatario —— ed esempio
    d’un modo alternativo per entrare nella Letteratura
    A voi è mai capitato?
    ——
    p.s. sulla scrittrice La connessione logica è scattata ieri, leggendo sul Corriere che a giorni apriranno il Carteggio, l’Epistolario e i Quaderni di FOGAZZARO; quello di Malombra. I suoi nipoti lo consegnarono nel 1961 con la condizione vincolante che venisse aperto ai 50 anni successivi.
    Ho pensato ad una cosa del genere su Ines DESIDERI.
    All’apertura dell’EPISTOLARIO ( ! ) i lettori avrebbero in lettura L’Epifania
    La scrittrice completa: il suo stile immutato ma anche la sua ironia, fascino, personalità forte, gusto della battuta pronta, imperdibile, talora scartavetrante;talora carezzevole, sempre ultra.sensibile: ricca !
    Un giorno, magari per i compleanni.notevoli o le ricorrenze.epocali s’userà, tra cari.amici, regalarsi copia cartacea dell’ e-carteggio. Quelli dell’Ines, suppongo sarebbero una golosità.squisita
    Mi sono dilungato ? Evvabbe’ mica tutti i DESIDERI si chiamano INES !
    duccio
    ——–
    BEA ha finito di leggerlo ieri: l’hai commossa e si è sentita vicino a Voi; ma a te un po’ di più
    Ahhhh….le MAMME !
    Il 22 Febbraio, alla presentazione a Roma, ti seguirò telepatica.mente
    VAI fortissimo e poi famme sape’ !
    duccio

  • L’appuntamento del 22 febbraio.
    Quasi che fosse appuntamento quotidiano: come quello con il primo caffè del mattino o il rito della ricognizione sul giornale di riferimento. Tutti ne conosciamo la personale emozione e non entriamo in dettagli.
    Ma l’appuntamento del 22 febbraio, al Cenacolo, in Via Giolitti, Roma, mica è fatto quotidiano e mica troviamo TUTTI posto a sedere.
    Per questi eventi esistono, pertanto, gli “inviati”: chessò STEFANIA, MARIA LAURA, CESIDIO. Tutta “gente” che, a ben leggere sopra, con la tastiera ci sa fare.
    Allora, un po’ di buona volontà e regalate anche a chi è stato assente ( avrà avuto i suoi OFF ! ) un dettagliato resoconto. Diamine ! , ogni evento che si apprezzi ha la sua ricaduta a pioggia; ristoratrice :-)
    Cordialmente :-)
    duccio

  • Cara Ines,
    che dire del tuo libro? Io purtroppo non sono molto brava con le parole ma ci proverò…
    Ho iniziato a leggere il libro durante una vacanza a Vienna, poche pagine per volta, non per svogliatezza ma perché mi è stato impossibile trattenere le lacrime scorrendo quelle pagine. Penso che sia impossibile immaginare la sofferenza che tutti voi avete provato in quei mesi, così come non si può capire il dolore di un bambino di appena dieci anni che chiede continuamente dov’è il fratellino e quando torna a casa..ma non si può nemmeno spiegare ad una creatura di appena quattro anni che ha un tumore…
    Sei riuscita a mettere su carta tutto quello che tu, Antonio, Marco e chiunque vi sia stato vicino in quei momenti non sarebbe riuscito nemmeno a pensare, figuriamoci ad ammettere.
    Ci hai fornito una testimonianza viva e molto forte del coraggio che una madre può tirare fuori di fronte alla malattia del proprio figlio.
    Personalmente non ho potuto fare a meno di trattenere le lacrime su quelle pagine e ne sono rimasta davvero molto colpita…grazie Ines per averci fatto conoscere questa storia.
    Credo fermamente che questo libro dovrebbero leggerlo in molti; soprattutto dovrebbero farlo coloro che si ritengono insoddisfatti della propria vita, della propria salute e via dicendo.
    A presto Ines, un abbraccio

  • Ho letto il libro non appena la mia collega Monica me lo ha regalato.
    L’ho iniziato a leggere una sera…e l’ho finito solo alle 5.30, quando era quasi l’ora di alzarsi per andare a lavorare.
    Ebbene, sì. Non sono riuscita a mettere il segnalibro, ogni pagina mi chiamava, ogni capoverso era un appuntamento al quale non potevo mancare.
    E così ho fatto mattina.
    E dire che sono una che storie come questa ne sente spesso, ciò nonostante acquisto quasi sempre libri che raccontano vicende umane così travagliate ma anche così dense di emozioni e d’amore. Perchè questa è una straordinaria storia d’amore. E come ogni vero amore, è portatore e conoscitore anche della sofferenza. Una sofferenza però, mai fine a sè stessa.
    C’è in me, ammirazione per la scrittrice Ines Desideri; un romanzo scritto con professionale abilità. Un libro che si riesce a leggere in poche ore, aldilà del contenuto che può essere più o meno accattivante, non può che essere scritto in maniera ineccepibile. Semplice ma ineccepibile in forma e stesura. Ma, di più, in me c’è ammirazione prima di tutto per la donna che è Ines, e poi per la mamma che ha saputo essere e per ultima, ma non certamente meno importante per la famiglia di Ines.
    Credo, infatti, fortemente che esperienze così difficili possono essere elaborate e raccontate solo se accanto si ha qualcuno di grande valore con cui condividerle. E “La misura del coraggio” è una testimonianza di dolore ma anche di estrema speranza. Una testimonianza che tanti genitori (e non solo) dovrebbero leggere, proprio per trovare quel coraggio che spesso crediamo venga meno o ancor peggio, crediamo di non avere. Grazie davvero!!
    Detto ciò, come poter mancare all’appuntamento del 22 febbraio, giorno della presentazione del tuo libro?
    Grazie ancora di cuore e a presto!!!
    Stefania

  • Sul romanzo ” La Misura del Coraggio ” sono già stati fatti
    apprezzamenti lusinghieri e meritati.
    Voglio solo aggiungere che per trattare un argomento così
    delicato ( e tragico per una famiglia ) senza cadere nella retorica e
    nella ricerca del pietismo, è necessario avere sensibilità, intelligenza,
    rispetto per il lettore e soprattutto TALENTO.
    E… Talento Ines ne ha da vendere se riesce a rendere la lettura del
    romanzo piacevole e avvincente inserendo ricordi e descrizioni che
    allentano, a mio avviso, la tensione e portano il lettore a rivivere
    con Lei momenti della sua vita serena.
    Vorrei raccomandare a chi non l’avesse già fatto, anche la lettura
    del primo romanzo di Ines ” L’ Ara del Marmo “, apprezzabile per lo
    stile narrativo, la caratterizzazione dei personaggi in un ambiente
    contadino che trasmette valori di fondo pur nel pudore dei sentimenti
    e degli affetti mai dichiarati.
    Mi auguro che molti abbiano l’occasione di leggere questi due romanzi,
    altrimenti sarebbero privati di un piacere e di un arricchimento culturale e umano.
    Mi auguro anche che avremo ancora da Ines altro da leggere.
    Un’ultima cosa mi sento di dire: Ines e i suoi hanno pagato alla vita il conto
    per essere una famiglia unita, rigorosa, onesta e rispettosa degli altri.
    Come si pùo non augurare loro che la vita riservi adesso solo serenità e
    tranquillità, dopo gli sconvolgimenti a cui sono stati sottoposti tutti e quattro?
    Cesidio si unisce a me nell’augurio e nella dichiarazione di affetto sincero.
    Maria Laura.

  • Cara Ines,
    sebbene ancora non ci siamo incontrate di persona volevo complimentarmi per il tuo bellissimo libro. Una lettura ricca di forti emozioni che non ha lasciato spazio a nulla fuorchè alle tue sensazioni dirette e travagliate che mi hanno fatto condividere con te, con voi, la vostra storia come se fossi stata li in quel momento. Oltre a questo volevo dirti che sei riuscita in pieno ad esprimere ciò che spesso penso riguardo la mia lontananza da Roma e dalla mia casa. Ormai la mia vita è a Lanciano ma ammetto che il forte legame con Roma e con la dimora dove oggi vivono ancora i miei genitori e dove ho vissuto fino a 30 anni fa sì che per me la mia casa resterà sempre quella, proprio come emerge dal tuo libro per te.
    Spero di conoscerti presto,
    con affetto
    Celeste

  • Abbiamo letto il tuo libro d’un fiato e con il cuore in gola.
    La prosa scorrevole ed il piacere della lettura esaltano l’amore di una madre per la sua creatura afflitta da una malattia tremenda. Esso, l’amore, traspare tra le righe chiaro e prepotente solo come una madre puo’ descriverlo.
    Dopo il duro cammino verso la guarigione di Luca, sono certo che i protagonisti della tua storia sono ora piu’ forti e decisi nell’affrontare il futuro.
    Al tuo fianco.

    Grazie Ines per il coraggio che hai dimostrato nello scrivere questa storia personale e dolorosa.

    Ad majora

    Elvira ed Ernesto Carbonelli
    Toronto

  • “La misura del coraggio” è il titolo giusto per cogliere il significato più profondo di ciò che hai trasmesso scrivendo questo libro…Perchè è stato coraggioso raccontare e così condividere con i lettori – forse conosciuti, forse estranei – la propria vita, mettendosi a nudo nelle proprie paure, nel proprio dolore, nei propri limiti…non è facile raccontare il dolore, nè la Paura, perché quella Paura a volte si ha vergogna di svelarla, ma è dalla stessa che si scopre quanta forza ci può essere dentro di noi. In te, nella Tua esperienza, ho visto il coraggio di essere mamma, l’importanza di essere mamma e la ricchezza infinita che abbiamo quando si diventa mamma! Ed ancora il coraggio di una famiglia che sa essere forte, unita, dignitosa e discreta nei momenti più duri, anche soltanto con uno sguardo o un gesto…perchè a volte parlare non serve a nulla! E poi il coraggio di Luca, così piccolo, ma così Grande nell’affrontare quella malattia per lui incomprensibile, ma purtroppo reale…una malattia che lui ha vinto…grazie a Dio! …e che voi tutti avete vinto standogli accanto, così come avete fatto.
    Del resto “Luca è il più bel lieto fine” che il tuo libro potesse avere.
    L’emozione di questa lettura per una mamma di un bimbo di due anni e mezzo è veramente forte, soprattutto quando un bimbo l’hai già perso, perchè si è mamme dal momento stesso in cui si scopre di esserlo e la perdita – anche dopo un mese di gravidanza – è comunque una cicatrice, certamente più o meno profonda, ma sempre dolorosa… Grazie perchè “leggendo la tua vita” ho avuto conferma che non esiste un amore più grande… Laura.

  • Una grave malattia diagnosticata al figlio di quattro anni cambia, in pochi istanti, la vita di una famiglia, quella di Ines, l’autrice. In questo libro vengono narrate le vicende che sono seguite a quella sconvolgente notizia: l’incredulità, la paura, il dolore, la frustrazione, l’impotenza, ma anche la speranza, la voglia di non rassegnarsi, la voglia di combattere, la voglia di far prevalere la vita e non la morte, la voglia di superare quella difficile prova, attingendo ogni stilla di energia dalla forza che l’amore di una famiglia unita può sprigionare.
    E’ un libro che dà voce ai sentimenti inespressi di chi ha provato tale dolore, è un libro che dovrebbero leggere le persone che si sentono invulnerabili, quelle che scherzano con la vita, per comprendere il valore che la vita ha. Una testimonianza che è speranza.
    L’argomento trattato è forte, coinvolge e sconvolge, riuscendo ad arrivare dritto al cuore. Più volte mi sono commosso andando avanti con la lettura. È stato come se, ad un certo momento, non stessi più leggendo un libro: la sensazione era quella di stare ad ascoltare una voce, dolce, pacata, che riusciva a trasmettermi le emozioni e i sentimenti provati dai protagonisti. La voce di un’amica, alla quale, dopoaver richiuso il libro, avrei voluto telefonare e dire: “Ciao, come stai?”.

  • Ho letto il libro: BELLISSIMO.
    Penso che non è stato facile descrivere tutto quello che hai vissuto, sei GRANDE….
    Ci sono dei passaggi che mettono i brividi addosso.
    Deve essere stata proprio dura e immagino che siano cicatrici che rimangono … sei stata coraggiosa a scrivere una storia così personale…….
    CON QUESTO LIBRO HO CAPITO QUANTO SEI SPECIALE
    UN ABBRACCIO FORTE FORTE
    Iris

  • Cara Ines, ho letto il libro e sono sempre piu’ convinta che ogni martedi’ quando sono in reparto, sono nel posto giusto, con le persone giuste.
    Roberta, volontaria Associazione PeterPan Onlus.

  • Mi associo ai complimenti di Ben.
    Mi procurerò il libro.

    Un abbraccio,

    Massimo

  • Cara Ines,
    sono certo che questo libro ti darà molte soddisfazioni, sotto ogni punto di vista.
    Ti faccio un grosso in bocca al lupo per questa imminente avventura.
    Complimenti per la nuova veste del sito, semplice ed elegante.
    A presto.
    Roberto

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